Documenti ufficiali della curia e dei pontefici

Una raccolta completa di documenti, omelie, e altre forme di comunicazione riguardo gli abusi sui minori e la risposta della Chiesa, può essere trovata a questo link. Di seguito, una selezione di quelli maggiormente attinenti all’incontro sulla protezione dei minori.


Apostolic Letter  in forma di “Motu Proprio” Sacramentorum Sanctitatis Tutela

Papa Giovanni Paolo II, 30 aprile 2001

Con questo Motu Proprio, Papa Giovanni Paolo II promulgò le norme circa i delitti più gravi riservati alla Congregazione per la dottrina della fede. L’abuso su minori commesso da un diacono, prete o vescovo è aggiunto a quelli considerati essere “i delitti più gravi”, e posto sotto la giurisdizione della Congregazione per la Dottrina della Fede.

“Article 6, § 1. I delitti più gravi contro i costumi, riservati al giudizio della Congregazione per la Dottrina della Fede, sono:

“1° il delitto contro il sesto comandamento del Decalogo commesso da un chierico con un minore di diciotto anni; in questo numero, viene equiparata al minore la persona che abitualmente ha un uso imperfetto della ragione”.


Direttorio per il ministero pastorale dei vescovi, Apostolorum Successores,

Congregazione per i vescovi, 2004, Art 209

Questo documento aggiorna e completa quello del 22 febbraio 1973, elaborato dalla Congregazione per i Vescovi al fine di offrire ai vescovi “uno strumento utile ad un più organico ed efficace esercizio del loro complesso e difficile ministero pastorale nella Chiesa e nella società di oggi. Esso intende aiutare i Vescovi ad affrontare con umile fiducia in Dio e con coerente coraggio le sfide che l’ora presente — caratterizzata da problemi nuovi, grande progresso e repentini cambiamenti — porta con sé, in questo inizio del terzo millennio”. (Introduzione).

“Il mondo contemporaneo presenta gravi forme di ingiustizia dovute al divario sempre più profondo tra ricchi e poveri, ad un sistema economico ingiusto a causa del quale in tante parti del mondo si soffre la fame ed aumenta il numero degli emarginati, mentre in altre c’è opulenza; alla guerra che minaccia continuamente la pace e la stabilità della comunità internazionale; alla discriminazione tra uomo e uomo e all’avvilimento della dignità della donna, da una parte per la cultura edonista e materialista, dall’altra per la mancanza del riconoscimento dei suoi fondamentali diritti di persona”.

“Davanti a queste sfide il Vescovo è chiamato ad essere profeta di giustizia e di pace, difensore dei diritti inalienabili della persona, predicando la dottrina della Chiesa, in difesa del diritto alla vita, dal concepimento fino alla sua naturale conclusione, e della dignità umana; prenda a cuore la difesa dei deboli, si renda voce di chi non ha voce per far valere il suo diritto. Allo stesso modo il Vescovo deve condannare con vigore tutte le forme di violenza e levare la sua voce a favore di chi è oppresso, perseguitato, umiliato, per chi è disoccupato e per i bambini che sono vessati in gravi modi”.


Lettera pastorale di Papa Benedetto XVI ai Cattolici dell’Irlanda

19 marzo 2010

Papa Benedetto si rivolge ai suoi “fratelli e sorelle della Chiesa in Irlanda” dopo la pubblicazione di diverse relazioni riguardanti “l’abuso di ragazzi e giovani vulnerabili da parte di membri della Chiesa in Irlanda, in particolare da sacerdoti e da religiosi”. Egli riassume il suo incontro con i vescovi dell’Irlanda e riconosce “la gravità di queste colpe e la risposta spesso inadeguata ad esse riservata da parte delle autorità ecclesiastiche nel vostro Paese”. Papa Benedetto scrive che si è incontrato con alcune vittime nel passato e che continuerà a farlo.

“Avete sofferto tremendamente e io ne sono veramente dispiaciuto. So che nulla può cancellare il male che avete sopportato. È stata tradita la vostra fiducia, e la vostra dignità è stata violata. Molti di voi avete sperimentato che, quando eravate sufficientemente coraggiosi per parlare di quanto vi era accaduto, nessuno vi ascoltava. Quelli di voi che avete subito abusi nei convitti dovete aver percepito che non vi era modo di fuggire dalle vostre sofferenze. È comprensibile che voi troviate difficile perdonare o essere riconciliati con la Chiesa. A suo nome esprimo apertamente la vergogna e il rimorso che tutti proviamo. Allo stesso tempo vi chiedo di non perdere la speranza”.

“Ai sacerdoti e ai religiosi che hanno abusato dei ragazzi:

Avete tradito la fiducia riposta in voi da giovani innocenti e dai loro genitori. Dovete rispondere di ciò davanti a Dio onnipotente, come pure davanti a tribunali debitamente costituiti. Avete perso la stima della gente dell’Irlanda e rovesciato vergogna e disonore sui vostri confratelli. Quelli di voi che siete sacerdoti avete violato la santità del sacramento dell’Ordine Sacro, in cui Cristo si rende presente in noi e nelle nostre azioni. Insieme al danno immenso causato alle vittime, un grande danno è stato perpetrato alla Chiesa e alla pubblica percezione del sacerdozio e della vita religiosa”.

“Vi esorto ad esaminare la vostra coscienza, ad assumervi la responsabilità dei peccati che avete commesso e ad esprimere con umiltà il vostro rincrescimento. Il pentimento sincero apre la porta al perdono di Dio e alla grazia del vero emendamento. Offrendo preghiere e penitenze per coloro che avete offeso, dovete cercare di fare personalmente ammenda per le vostre azioni. Il sacrificio redentore di Cristo ha il potere di perdonare persino il più grave dei peccati e di trarre il bene anche dal più terribile dei mali. Allo stesso tempo, la giustizia di Dio esige che rendiamo conto delle nostre azioni senza nascondere nulla”.


Norme sostanziali circa i delitti più gravi riservati alla competenza esclusiva della Congregazione per la dottrina della fede

Papa Benedetto XVI, 21 May 2010

“Dopo un attento e accurato studio dei cambiamenti proposti, i membri della Congregazione per la Dottrina della Fede hanno sottoposto al Romano Pontefice il risultato delle proprie determinazioni che, lo stesso Sommo Pontefice, con decisione del 21 maggio 2010, ha approvato, ordinandone la promulgazione”. (Introduzione storica a cura della Congregazione per la dottrina della fede)

Le modifiche introdotte sono sia sostanziali che procedurali. Includono ora “l’acquisizione o la detenzione o la divulgazione” di materiale pedopornografico.

“Articolo 6, § 1, 2° l’acquisizione o la detenzione o la divulgazione, a fine di libidine, di immagini pornografiche di minori sotto i quattordici anni da parte di un chierico, in qualunque modo e con qualunque strumento”.


Lettera circolare PER AIUTARE LE CONFERENZE EPISCOPALI  NEL PREPARARE LINEE GUIDA PER IL TRATTAMENTO DEI CASI DI ABUSO SESSUALE NEI CONFRONTI DI MINORI DA PARTE DI CHIERICI

Congregazione per la Dottrina della fede, 3 maggio 2011

Data la responsabilità del Vescovo diocesano “di assicurare il bene comune dei fedeli e, specialmente, la protezione dei bambini e dei giovani”, venne redatto questo documento per aiutare i vescovi diocesani a “dare una risposta adeguata ai casi eventuali di abuso sessuale su minori commesso da chierici” nelle loro diocesi” (vedi l’Introduzione). Specificatamente, incoraggia le conferenze episcopali a sviluppare le Linee guida che “dovranno portare ad un orientamento comune all’interno di una Conferenza Episcopale aiutando ad armonizzare al meglio gli sforzi dei singoli Vescovi nel salvaguardare i minori”. (dalla Conclusione).

“La Chiesa, nella persona del Vescovo o di un suo delegato, deve mostrarsi pronta ad ascoltare le vittime ed i loro familiari e ad impegnarsi per la loro assistenza spirituale e psicologica. Nel corso dei suoi viaggi apostolici, il Santo Padre Benedetto XVI ha dato un esempio particolarmente importante con la sua disponibilità ad incontrare ed ascoltare le vittime di abuso sessuale. In occasione di questi incontri, il Santo Padre ha voluto rivolgersi alle vittime con parole di compassione e di sostegno, come quelle contenute nella sua Lettera Pastorale ai Cattolici d’Irlanda (n.6): "Avete sofferto tremendamente e io ne sono veramente dispiaciuto. So che nulla può cancellare il male che avete sopportato. È stata tradita la vostra fiducia, e la vostra dignità è stata violata."

“Le Linee guida preparate dalle Conferenze Episcopali mirano a proteggere i minori e ad aiutare le vittime nel trovare assistenza e riconciliazione. Esse dovranno indicare che la responsabilità nel trattare i delitti di abuso sessuale di minori da parte dei chierici appartiene in primo luogo al Vescovo diocesano. Infine, le Linee guida dovranno portare ad un orientamento comune all’interno di una Conferenza Episcopale aiutando ad armonizzare al meglio gli sforzi dei singoli Vescovi nel salvaguardare i minori”.


Lettera apostolica in forma di “Motu Proprio”, Come una Madre amorevole

Papa Francesco, 4 giugno 2016

“Come una madre amorevole la Chiesa ama tutti i suoi figli, ma cura e protegge con un affetto particolarissimo quelli più piccoli e indifesi: si tratta di un compito che Cristo stesso affida a tutta la Comunità cristiana nel suo insieme. …Tale compito di protezione e di cura spetta alla Chiesa tutta, ma è specialmente attraverso i suoi Pastori che esso deve essere esercitato. Pertanto i Vescovi diocesani, gli Eparchi e coloro che hanno la responsabilità di una Chiesa particolare, devono impiegare una particolare diligenza nel proteggere coloro che sono i più deboli tra le persone loro affidate”.

Con questo Motu Proprio, Papa Francesco intende precisare che tra le “cause gravi” per cui un vescovo può essere rimosso dal suo ufficio ecclesiastico “è compresa la negligenza dei Vescovi nell’esercizio del loro ufficio, in particolare relativamente ai casi di abusi sessuali compiuti su minori ed adulti vulnerabili, previsti dal MP ‘Sacramentorum Sanctitatis Tutela’ promulgato da San Giovanni Paolo II ed emendato dal mio amato predecessore Benedetto XVI. In tali casi si osserverà la seguente procedura”. (Citazioni prese da un Bollettino dalla Sala Stampa della Santa Sede del 4 giugno 2016).

“Art. 1 § 1. Il Vescovo diocesano o l’Eparca, o colui che, anche se a titolo temporaneo, ha la responsabilità di una Chiesa particolare, o di un’altra comunità di fedeli ad essa equiparata ai sensi del can. 368 CIC e del can. 313 CCEO, può essere legittimamente rimosso dal suo incarico, se abbia, per negligenza, posto od omesso atti che abbiano provocato un danno grave ad altri, sia che si tratti di persone fisiche, sia che si tratti di una comunità nel suo insieme. Il danno può essere fisico, morale, spirituale o patrimoniale.

§ 2. Il Vescovo diocesano o l’Eparca può essere rimosso solamente se egli abbia oggettivamente mancato in maniera molto grave alla diligenza che gli è richiesta dal suo ufficio pastorale, anche senza grave colpa morale da parte sua.

§ 3. Nel caso si tratti di abusi su minori o su adulti vulnerabili è sufficiente che la mancanza di diligenza sia grave”.


Lettera del Santo Padre Francesco al Popolo di Dio

20 agosto 2018

Lettera scritta da Papa Francesco dopo la pubblicazione del Rapporto del Gran Giurì della Pennsylvania. In essa, egli ricorda al popolo di Dio che «Se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme» (1 Cor 12,26).

“Il dolore delle vittime e delle loro famiglie è anche il nostro dolore, perciò urge ribadire ancora una volta il nostro impegno per garantire la protezione dei minori e degli adulti in situazione di vulnerabilità”.

“Negli ultimi giorni è stato pubblicato un rapporto in cui si descrive l’esperienza di almeno mille persone che sono state vittime di abusi sessuali, di potere e di coscienza per mano di sacerdoti, in un arco di circa settant’anni. Benché si possa dire che la maggior parte dei casi riguarda il passato, tuttavia, col passare del tempo abbiamo conosciuto il dolore di molte delle vittime e constatiamo che le ferite non spariscono mai e ci obbligano a condannare con forza queste atrocità, come pure a concentrare gli sforzi per sradicare questa cultura di morte; le ferite “non vanno mai prescritte”.

“Sono consapevole dello sforzo e del lavoro che si compie in diverse parti del mondo per garantire e realizzare le mediazioni necessarie, che diano sicurezza e proteggano l’integrità dei bambini e degli adulti in stato di vulnerabilità, come pure della diffusione della “tolleranza zero” e dei modi di rendere conto da parte di tutti coloro che compiono o coprono questi delitti. Abbiamo tardato ad applicare queste azioni e sanzioni così necessarie, ma sono fiducioso che esse aiuteranno a garantire una maggiore cultura della protezione nel presente e nel futuro”.

“E’ imprescindibile che come Chiesa possiamo riconoscere e condannare con dolore e vergogna le atrocità commesse da persone consacrate, chierici, e anche da tutti coloro che avevano la missione di vigilare e proteggere i più vulnerabili”. 


Lettera del Santo Padre Francesco ai vescovi Statunitensi

1 gennaio 2019

Lettera scritta da Papa Francesco, in occasione della settimana di ritiro fatta dai vescovi statunitensi su invito del Papa:

“La credibilità della Chiesa si è vista fortemente messa in discussione e debilitata da questi peccati e crimini, ma specialmente dalla volontà di volerli dissimulare e nascondere, il che ha generato una maggiore sensazione di insicurezza, di sfiducia e di mancanza di protezione nei fedeli. L’atteggiamento di occultamento, come sappiamo, lungi dall’aiutare a risolvere i conflitti, ha permesso agli stessi di perpetuarsi e di ferire più profondamente la trama di rapporti che oggi siamo chiamati a curare e ricomporre”.

“Siamo consapevoli che i peccati e i crimini commessi e tutte le loro ripercussioni a livello ecclesiale, sociale e culturale hanno creato un’impronta e una ferita profonda nel cuore del popolo fedele. Lo hanno riempito di perplessità, sconcerto e confusione; e questo serve anche molte volte come scusa per screditare continuamente e mettere in dubbio la vita donata di tanti cristiani che “mostrano l’immenso amore per l’umanità ispiratoci dal Dio fatto uomo” (cfr. Evangelii gaudium, n. 76). Ogni volta che la parola del Vangelo disturba o diventa una testimonianza scomoda, non sono poche le voci che intendono farla tacere segnalando il peccato e le incongruenze dei membri della Chiesa e ancor di più dei loro pastori”.

“Impronta e ferita che si trasferisce anche all’interno della comunione episcopale, generando non esattamente il sano e necessario confronto e le tensioni proprie di un organismo vivo, bensì la divisione e la dispersione (cfr. Mt 26, 31b)”.


Legge sulla protezione dei minori e delle persone vulnerabili dello Stato della Città del Vaticano

26 marzo 2019

Nella legge si ricorda innanzitutto che al “minore” è equiparata la persona vulnerabile, ovvero ogni persona “in stato di infermità, di deficienza fisica o psichica, o di privazione della libertà personale che di fatto, anche occasionalmente, ne limiti la capacità di intendere o di volere”. (Vatican News, 29 marzo 2019)


Linee guida per la protezione dei minori e delle persone vulnerabili dello Stato della Città del Vaticano

29 marzo 2019

Nelle linee guida si sottolinea tra l’altro che nella scelta degli operatori pastorali deve essere accertata, in particolare, “l’idoneità dei candidati a interagire con i minori, attraverso un’indagine adeguata e verificando anche l’assenza di carichi giudiziari pregiudizievoli”.  “Gli operatori pastorali devono ricevere una formazione adeguata circa i rischi in materia di sfruttamento, di abuso sessuale e di maltrattamento dei minori, nonché circa i mezzi per identificare e prevenire queste offese”. (Vatican News, 29 marzo 2019)


Motu proprio del Santo Padre Francesco

7 maggio 2019

Il Motu proprio di Francesco “Vos estis lux mundi” stabilisce nuove procedure per segnalare molestie e violenze, e assicurare che vescovi e superiori religiosi rendano conto del loro operato. Introdotto l’obbligo per chierici e religiosi di segnalare gli abusi. Ogni diocesi dovrà dotarsi di un sistema facilmente accessibile al pubblico per ricevere le segnalazioni (Vatican News, 9.5.2019)

„Nostro Signore Gesù Cristo chiama ogni fedele ad essere esempio luminoso di virtù, integrità e santità. Tutti noi, infatti, siamo chiamati a dare testimonianza concreta della fede in Cristo nella nostra vita e, in particolare, nel nostro rapporto con il prossimo.

I crimini di abuso sessuale offendono Nostro Signore, causano danni fisici, psicologici e spirituali alle vittime e ledono la comunità dei fedeli. Affinché tali fenomeni, in tutte le loro forme, non avvengano più, serve una conversione continua e profonda dei cuori, attestata da azioni concrete ed efficaci che coinvolgano tutti nella Chiesa, così che la santità personale e l’impegno morale possano concorrere a promuovere la piena credibilità dell’annuncio evangelico e l’efficacia della missione della Chiesa. Questo diventa possibile solo con la grazia dello Spirito Santo effuso nei cuori, perché sempre dobbiamo ricordare le parole di Gesù: «Senza di me non potete far nulla» (Gv 15,5). Anche se tanto già è stato fatto, dobbiamo continuare ad imparare dalle amare lezioni del passato, per guardare con speranza verso il futuro.“


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